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© 2018 sito concesso in licenza d'uso al marchio DaCarrara 

Meet The Team "DaCarrara"

Arianna Dogliani

Mamma in primis.

Gestisce insieme alla famiglia il Biscottificio Dogliani, specializzata nella selezione vini e accostamenti cibi.

Sommelier e degustatrice ufficiale AIS.

Lara Barenco

Laureata in Trade Marketing e Strategie Commerciali.

 E-commerce Manager

Cura insieme al fratello il B&B di famiglia www.residenzamarina.it

La nostra Mission

L'E-Commerce DaCarrara .it nasce da un desiderio di espandere a livello nazionale ed internazionale l'arte culinaria, vitivinicola e scultorea tipica di Carrara, cittadina che nasce ai piedi delle Alpi Apuane in provincia di Massa Carrara. Fin dai tempi dei Romani, l'attività estrattiva del Marmo bianco non si è mai fermata e sono state realizzate importati opere architettoniche ed artistiche. Meta di visitatori provenienti da tutto il mondo, sono molteplici le aziende che producono vino, dolci e lardo, oltre che ad oggetti di design; i peculiari prodotti realizzati grazie ad un clima favorevole e a delle materie prime uniche al mondo possono adesso essere presenti sulle Vostre tavole o arredare la Vostra casa acquistando direttamente un mix di prodotti scelti: da intenditori per intenditori.
 


La "Selezione da Carrara" offre nella sezione "Le nostre Scelte" degli accostamenti consigliati da assaggiatori e sommelier proprio per Voi. 


Perchè Carrara?

Già Gabriele D'annunzio scrisse della nostra città descrivendola in tutte le sue sfumature.

Carrara ha i monti e ha il mare, cosa volere di più?  Si può dire che dalle vette delle Apuane ci si inebria di salmastro.....

“Carrara”

I.

Carrara, morti son vescovi e conti
di Luni, e son dispersi i loro avelli;
gli Spinola e Castruccio Antelminelli
son morti, e gli Scaligeri e i Visconti;

ed Alberico che t’ornò di fonti,
gli antichi tuoi signori ed i novelli.
Ma su quante città regnano i belli
eroi nati dal grembo de’ tuoi monti!

Quei che li armò di soffio più gagliardo,
quei fa su te da vertice rimoto
ombra più vasta che quella del Sagro.

E non il santo martire Ceccardo
t’è patrono, ma solo il Buonarroto
pel martirio che qui lo fece magro.

II.

Su la piazza Alberica il solleone
muto dardeggia la sua fiamma spessa;
e, nel silenzio, a piè della Duchessa
canta l’acqua la rauca sua canzone.

Dalla Grotta dei Corvi al Ravaccione
ferve la pena e l’opera indefessa.
Scendono in fila i buoi scarni lungh’essa
l’arsura del petroso Carrione.

S’ode ferrata ruota strider forte
sotto la mole candida che abbaglia,
e il grido del bovaro furibondo,

ed echeggiar la bùccina di morte
come squilla che chiami alla battaglia,
e la mina rombar cupa nel fondo.

III.

Arce del marmo, in te rinvenni i segni
che t’impresse la forza dei Romani;
sculti al sommo adorai gli Iddii pagani;
e dissi: «O Roma nostra, ovunque regni!».

Dissi: «O mio cuore, or fa che tu m’insegni
la rupe che foggiar volea con mani
di foco il grande Artier, sì che i lontani
marinai la vedesser dai lor legni».

E dal Sagro alla Tecchia, da Betogli
al Polvaccio, da Créstola alla Mossa
cercai l’arcana imagine scultoria.

Tutta l’Alpe splendea d’eterni orgogli.
«O cuor» dissi «il tuo sangue sì l’arrossa!»
E in ogni rupe vidi una Vittoria.

(Gabriele D’Annunzio, “Carrara” da Laudi – Le città del Silenzio)